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Tosse cronica, riflesso di Arnold - Fabbri Graziano

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Ostruzione nasale cronica, Dolore sternale, Otiti - Rogledi Luca

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Parotite (Parotidite) Ricorrente - Luca Majorana

Scialolitiasi parotiteipetrofia del massatere 1 - Menardi Anteo

Ptosi palpebrale, cervicalgia, cefalea , acufeni Liberati Cinzia

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Tosse, vomito ciclico, ipooacusia, mal. respirat. Rotondi Carolina

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Malattia di Meniere - Teresa Olivetto 2012

Bernardi Federica: nevralgie dolori facciali e cervicali, cefalea, mal di gola.




  Tosse cronica, riflesso di Arnold - Fabbri Graziano
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Graziano Fabbri : problemi respiratori e tosse cronica (riflesso di Arnold)

 

Nel 1986, dopo una serie interminabile di raffreddori durati tutto l’inverno, feci gli esami allergologici di rito per verificare se la causa di tali malesseri potesse essere una reazione allergica. Dai test emerse che ero allergico ai pollini delle graminacee e quindi iniziai la terapia vaccinica. Tale profilassi si protrasse fino al 1994 circa (nel frattempo ero risultato allergico anche alle betullacee ed acari della polvere) dopo di che, nei periodi “critici” della fioritura dei pollini ricorrevo ad antistaminici e spray nasali a base di cortisone. Nel frattempo avevo cominciato a soffrire di problematiche respiratorie (diminuita capacità, tosse, eccessiva produzione di muco) che influenzavano negativamente la qualità di vita.
Le crisi di tosse irrefrenabile, che duravano alcuni minuti,  potevano verificarsi anche decine e decine  di volte al giorno, e continuavano anche durante la notte, disturbando il sonno mio e di mia moglie. Due o tre volte alla settimana almeno ero costretto addirittura ad “eliminare” l’eccesso di muco che avevo ingerito, rigettandolo: le più forti crisi di tosse si concludevano infatti con il vomito. Un aspetto che trovavo curioso era costituito dal fatto che se mi infilavo un dito nelle orecchie, la crisi di tosse era immediata. Avevo addirittura imparato ad usare l’artifizio di infilarmi un dito in un orecchio per scatenare volontariamente la forte crisi di tosse e quindi il vomito, quando mi sentivo nella necessità di rigettare il molto muco ingerito.  Parlare ad alta voce, ridere e svolgere attività aerobiche mi comportava accessi di tosse. Mi risultava impossibile andare al cinema o a teatro, e anche una cena da amici poteva essere molto imbarazzante. Ogni banale raffreddore mi obbligava a restare in casa a causa del muco, della tosse, delle cefalee e della febbre che normalmente ne seguiva. Di notte, oltre a tossire,  russavo e mi svegliavo spesso, riposavo male, e questo influenzava negativamente il mio rendimento durante la giornata.
 Su indicazione del medico di famiglia ho effettuato tutti gli esami di routine (spirometria, radiografie al torace, ai polmoni e al cranio), quasi tutti sostanzialmente negativi. Era solo emerso che, oltre a soffrire di una rinite allergica, avevo una leggera deviazione del setto nasale e le cavità aeree del cranio in prossimità di naso/fronte/occhi erano cronicamente ostruite dal muco. Da allora ho iniziato un “pellegrinaggio” da un otorinolaringoiatra ad un altro, durato anni. Su indicazione dei vari curanti, mi sono sottoposto ad un gran numero di terapie mediche che non sortivano alcun effetto positivo, se non alcune rare e transitorie attenuazioni dei sintomi. In compenso avevo ormai quasi rinunciato all’idea di poter risolvere il problema e cercavo di convivere con i disagi che mi provocava. Nel mese di settembre 2004 sono stato visitato dal dr. Roberto Russo, otorinolaringoiatra di Ferrara (ennesima tappa del pellegrinaggio), il quale oltre a sconsigliarmi di sottopormi ad un intervento chirurgico per liberare le cavità aeree ostruite (sarebbe stato solo un palliativo!) mi ribadì che, a suo avviso, la mia problematica derivava da due fattori: quello allergico, ineliminabile, e al quale dovevo far fronte istituendo una terapia farmacologia mirata facendomi assistere da un unico allergologo di fiducia (cosa che ho fatto) ed un secondo fattore, costituito dalla malocclusione dentale, per studiare la quale mi indirizzò al dr. Bernkopf, dentista di Vicenza. Fissai quindi un appuntamento presso lo studio dentistico Bernkopf, ma, per scrupolo fissai anche una visita odontoiatrica presso la Clinica Odontoiatrica dell’Università della mia città. Durante tale visita mi confermarono la presenza di una malocclusione dentale derivante dal fatto che, avendo estratto un canino superiore all’età di circa 12 anni ed avendo una arcata dentale stretta, essendo spuntati tutti i denti (compresi quelli del giudizio) mi ritrovavo con un “morso profondo”, cioè con i denti superiori che andavano a coprire completamente quelli inferiori: Mi dissero che avrei dovuto sottopormi ad un trattamento ortodontico (al quale mi sono poi effettivamente sottoposto presso lo studio del dr. Bernkopf), ma questo solo per migliorare il mio aspetto estetico, perché purtroppo non avrebbe assolutamente risolto la mia problematica respiratoria. Scoraggiato, alla fine di ottobre del 2004, mi recai a Vicenza per avere il parere del dr. Bernkopf, il quale, dopo aver effettuato una anamnesi ed una visita accurate, si disse fiducioso di poter intervenire per migliorare la mia problematica. Al fine di verificare tale possibilità mi propose di utilizzare per 3 o 4 mesi un “bite”, cioè un apparecchio rimovibile, predisposto ad personam, dopo di che, se soddisfatto dal risultato, e se in particolare avessi riscontrato netti miglioramenti nei miei problemi respiratori, avrei potuto iniziare la terapia ortodontica fissa, non tanto e non solo alla ricerca di un miglioramento estetico, ma soprattutto per risolvere definitivamente la problematica respiratoria che mi angustiava non poco. In caso contrario potevo desistere senza aver pregiudicato nulla, visto che l’applicazione del bite era totalmente reversibile e priva di rischio. Decisi di accettare, e, prese le impronte della mia bocca,  il bite  mi fu realizzato e applicato in circa un’ora. Alla applicazione del bite ho, inoltre, associato l’utilizzo quotidiano del neti lota, una pratica di lavaggio delle cavità nasali. Nel giro di una decina di giorni (non avendo ancora iniziato la terapia dell’allergologo) ho avuto modo di verificare un miglioramento della mia salute:  le crisi di tosse si diradarono progressivamente per numero e gravità, e anche il naso, pur con il setto deviato che vari ORL avevano riscontrato, mi risultava progressivamente più libero.  La notte non russavo quasi più e il miglioramento della qualità del sonno si rifletteva in una ritrovata energia durante il giorno.
Per questo, invece di aspettare dei mesi, ho deciso di iniziare subito il trattamento ortodontico definitivo, con l’obiettivo di modificare la mia masticazione nel senso che il bite aveva indicato essermi utile. Così a gennaio 2005 è iniziato il mio “rapporto di collaborazione” con il dr. Bernkopf, che ad oggi ha dato i suoi frutti, i miei denti hanno trovato una loro corretta collocazione, il dente estratto in passato è stato sostituito con un impianto e gli episodi di cui soffrivo si sono fatti così saltuari che fatico a ricordarne l’ultimo. Il miglioramento estetico e della mia masticazione, pur non essendo fra i miei obiettivi primari, è stato un effetto tutt’altro che sgradito. Cosa rimpiango? Di essere arrivato a quaranta anni per trovare una soluzione.

 

Confermo che la relazione sopra riportata descrive esattamente la mia storia clinica, e ne
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