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Giulia Allegri, Malattia di Meniere – secchezza oculare

Giulia Allegri, Malattia di Meniere – secchezza oculare

Giulia Allegri, Malattia di Meniere – secchezza oculare

 

Il percorso intrapreso presso lo studio del Dr. Bernkopf ha migliorato profondamente la qualità della mia vita. Dopo mesi molto difficili, caratterizzati da visite, terapie che nel mio caso non avevano prodotto miglioramenti, acufeni e violenti attacchi di vertigine, ho finalmente trovato qualcuno che ha considerato la possibile origine dei miei disturbi da una prospettiva diversa. La mia storia è iniziata nel marzo 2021, quando avvertii per circa una settimana una riduzione dell’udito all’orecchio sinistro. Fui visitata da un otorinolaringoiatra a Parma, che mi prescrisse una terapia con spray nasali e aerosol. Soffro anche di allergia al pelo del gatto e agli acari della polvere e, inizialmente, si pensò che il problema potesse essere collegato a questo. Nell’aprile dello stesso anno ebbi un nuovo episodio di ipoacusia, sempre all’orecchio sinistro, che durò una decina di giorni. Ripetei la terapia con gli spray nasali e, apparentemente, il problema si risolse. Nell’aprile 2022, mentre vivevo nei Paesi Bassi, iniziai ad avvertire una sensazione persistente di ovattamento, pressione e riduzione dell’udito all’orecchio sinistro. Successivamente comparvero anche gli acufeni. L’intensità dei sintomi variava molto: durante le vacanze del luglio 2022, per esempio, sembravano essere completamente scomparsi, per poi ricomparire in seguito. Vivendo nei Paesi Bassi, mi trovai inoltre ad affrontare un sistema sanitario organizzato diversamente rispetto a quello italiano, nel quale l’accesso allo specialista avviene generalmente attraverso il medico di base. Nel corso dei sette mesi successivi mi rivolsi quindi più volte al mio medico, che mi prescrisse spray nasali, tra cui Avamys, e gocce auricolari. Questi trattamenti non produssero miglioramenti nel mio caso e, nonostante il persistere dei sintomi, fu molto difficile riuscire a ottenere in tempi brevi una visita otorinolaringoiatrica. Nel novembre 2022, mentre mi trovavo sul luogo di lavoro, ebbi il primo violento attacco di vertigine. Rimasi accasciata a terra per più di tre ore, senza riuscire a muovere la testa. Anche il più piccolo movimento mi provocava fortissimi capogiri e nausea. Nelle settimane successive continuai a sentirmi instabile, debole e priva di energie. Per combattere la nausea mi furono prescritti farmaci antiemetici, mentre per controllare le vertigini iniziai ad assumere betaistina. Rientrai quindi urgentemente in Italia e mi sottoposi a una visita presso un otorinolaringoiatra a Parma. Dopo diversi accertamenti, mi venne diagnosticata la sindrome di Ménière. Effettuai anche una risonanza magnetica cerebrale, il cui referto non evidenziava alterazioni del labirinto. Nonostante ciò, sulla base del quadro clinico e dei sintomi, la diagnosi fu confermata e mi vennero prescritti diuretici e una dieta iposodica. Tra febbraio e marzo 2023 ebbi altri due attacchi di vertigine, entrambi della durata di almeno tre ore. Anche in quelle occasioni mi fu impossibile muovermi. Mi venne prescritto un ciclo di cortisone della durata di cinque giorni, oltre ai farmaci già utilizzati in precedenza. Gli attacchi erano generalmente preceduti da segnali ben precisi: aumentava la pressione all’interno dell’orecchio sinistro, comparivano acufeni ad alta frequenza e avvertivo una particolare sensazione di intorpidimento nella parte sinistra del capo, del collo e della zona circostante l’orecchio. Nel marzo 2023, ormai stanca e frustrata, iniziai a cercare autonomamente una possibile spiegazione. Lessi online che gli acufeni, le vertigini e alcuni sintomi attribuiti alla sindrome di Ménière potevano essere collegati anche ai denti o a una disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare. Poiché in quel momento non potevo tornare in Italia, mi rivolsi a un dentista nei Paesi Bassi. Le radiografie mostrarono che il dente del giudizio superiore sinistro era molto grande e inclinato, così decidemmo di estrarlo. Due giorni dopo l’estrazione accadde qualcosa che mi colpì moltissimo: gli acufeni e la sensazione di ovattamento scomparvero. Riuscivo inoltre a muovere lateralmente la mandibola senza avvertire blocchi. Purtroppo, dopo circa una settimana, quando ricominciai a mangiare cibi più solidi, l’acufene ritornò insieme alla rigidità mandibolare. Avevo difficoltà a spostare la mandibola da sinistra verso destra, mentre il movimento opposto non mi causava problemi. Questa ricomparsa mi provocò un forte senso di frustrazione. Cercai comunque di non concentrare tutta la mia attenzione sull’acufene, perché mi rendevo conto che più lo ascoltavo, più diventavo nervosa e abbattuta. Cercavo quindi di spostare il pensiero su altro e di mantenere un atteggiamento positivo. Nello stesso periodo iniziai a rendermi conto di serrare e digrignare spesso i denti, sia durante il giorno sia durante la notte. Nei periodi di maggiore stress il problema sembrava aumentare. Durante il giorno cercavo di rilassare la mandibola ogni volta che mi accorgevo di stare stringendo i denti. Nell’agosto 2023 continuai a cercare online una possibile connessione tra i disturbi dell’orecchio e la mandibola. Un giorno, digitando quasi per caso su internet le parole «connessione orecchio-denti», trovai il sito del Dr. Bernkopf. Lessi che trattava con un approccio odontoiatrico e gnatologico anche pazienti affetti da acufeni, vertigini, sensazione di orecchio pieno e sintomi attribuiti alla sindrome di Ménière. Fu per me una vera scoperta. Fino a quel momento nessuno degli specialisti consultati mi aveva parlato chiaramente di una possibile relazione tra occlusione dentale, mandibola e disturbi dell’orecchio. Rimasi molto colpita dalle spiegazioni presenti sul sito e, soprattutto, dalle testimonianze di persone che raccontavano di essere migliorate dopo periodi di grande sofferenza. Quelle storie mi diedero speranza e decisi di contattare lo studio. Dopo la valutazione, venne presa in considerazione una possibile componente mandibolare e occlusale dei miei disturbi e iniziai il trattamento con un bite. All’inizio non fu semplice abituarmi. Durante le prime notti faticavo a dormire e anche parlare con il bite risultava difficoltoso. Tuttavia, già dopo due giorni, notai alcuni cambiamenti sorprendenti: il dolore e la sensazione di pulsazione continua alle gambe scomparvero, così come la secchezza oculare. Quando rimuovevo il bite, sentivo inoltre che le arcate dentali superiore e inferiore combaciavano meglio. Per quanto riguarda l’acufene, inizialmente diminuì, ma in seguito ricomparve. Dopo circa due settimane di utilizzo del bite avvertivo nuovamente un ronzio continuo, presente ventiquattr’ore su ventiquattro, accompagnato da una sensazione di pienezza all’orecchio sinistro. Ebbi anche qualche lieve giramento di testa. In alcuni momenti, al ronzio continuo si alternavano acufeni a frequenza più bassa. Dopo circa un mese, però, i miglioramenti relativi agli altri disturbi erano ormai evidenti. Il dolore alle gambe e la sensazione di pulsazione erano scomparsi, la secchezza oculare era migliorata e finalmente riuscivo a dormire bene e a svegliarmi riposata. Potevo inoltre utilizzare nuovamente i dispositivi elettronici senza avvertire le ripercussioni che avevo avuto in precedenza. L’acufene all’orecchio sinistro continuava a essere presente, mentre la sensazione di pienezza non era più costante. Soprattutto, non si presentarono più attacchi di vertigine. Ho portato il bite per circa sei mesi, effettuando controlli mensili presso lo studio. Dal momento che le mie condizioni erano progressivamente migliorate, decidemmo successivamente di stabilizzare il risultato attraverso un trattamento ortodontico. Ho quindi portato l’apparecchio fisso per circa due anni, continuando a sottopormi a controlli ogni mese. Durante tutto il percorso sono stata seguita con grande attenzione non soltanto dal Dr. Bernkopf, ma anche dalle sue bravissime assistenti Sara e Marzia. La loro professionalità, disponibilità e gentilezza mi hanno sempre fatta sentire accolta e accompagnata. È stato un percorso lungo e impegnativo, ma non me ne sono mai pentita. Oggi, a distanza di quasi tre anni dall’inizio del trattamento con il bite e del successivo percorso ortodontico, posso dire di non aver più avuto alcun attacco di vertigine. Anche gli acufeni, che inizialmente avevano continuato ad avere un andamento variabile, si sono nel tempo notevolmente ridotti. La sensazione di pienezza all’orecchio sinistro è diventata molto meno frequente e invasiva. Al termine dell’ortodonzia mi è stato indicato di continuare a utilizzare un bite notturno, che porto ancora come mantenimento. Attualmente non assumo alcun farmaco.

Dopo mesi in cui mi erano state proposte cure che non risolvevano il problema, trovare il sito del Dr. Bernkopf e decidere di intraprendere questo percorso ha rappresentato una svolta. Il miglioramento non è stato immediato e lineare, soprattutto per quanto riguarda gli acufeni, ma è avvenuto gradualmente nel corso del trattamento. Il fatto di non aver più avuto attacchi di vertigine per quasi tre anni e di percepire oggi acufeni molto più lievi ha cambiato profondamente la mia serenità e la qualità della mia vita. Sono profondamente grata al Dr. Bernkopf, Sara e Marzia, per la competenza, l’attenzione, la disponibilità e l’umanità con cui mi hanno accompagnata durante tutto il percorso. Grazie infinite!

 

Confermo che la relazione sopra riportata descrive esattamente la mia storia clinica, e ne autorizzo la pubblicazione, in testo e in immagini, a fini divulgativi e scientifici anche via internet in deroga consapevole alle disposizioni vigenti in tema di privacy.

 

Giulia Allegri, Enschede (Paesi Bassi)

E-mail: allegrigiulia95@gmail.com

Tel: +39 348 9179906

 

Risposta del Dr. Bernkopf

 

Gentile Dottoressa, ti ringrazio del report, che evidenzia alcuni particolari, che desidero sottolineare. Il trattamento non è stato di immediato successo , ma è passato attraverso un primo periodo di turbolenza, quasi di peggioramento: a volte il paziente per questo si spaventa e abbandona, a volte con qualche rimostranza nei miei confronti, ed è stato invece un tuo merito proseguire con perseveranza, nonostante che tu dovessi venire a controllo  in studio a Parma dall’Olanda, che non è proprio dietro l’angolo! Altre particolarità è la guarigione dal fastidioso sintomo di tensione- stanchezza- secchezza oculare, che spesso rientra , come la Malattia di Meniere, nel quadro complesso di una Malocclusione dentaria con malposizione mandibolare e disfunzione dell’Articolazione Temporo Mandibolare.

Ti ringrazio della fiducia e della perseveranza, che ha portato al miglior successo. Ti auguriamo i migliori successi professionali: qui facciamo il tifo per te!  EB

 

Vai alla pagina dedicata alla Malattia di Meniere: https://www.studiober.com/patologie/malattia-di-meniere/ 

Vai video sul razionale del Trattamento con bite della Malattia di Meniere : https://www.youtube.com/watch?v=QlEE5z6msVA

Vai alla videointervista con una Paziente: https://www.youtube.com/watch?v=07oshg5Ho88

Vai ad altri casi significativi di Sindrome di Menière : https://www.studiober.com/category/meniere/

Vai alla videointervista sulla Malattia di Meniere con il Dr Bernkopf https://www.youtube.com/watch?v=IhB1c-G_jJc

Vai alla pagina generale dei casi significativi:  https://www.studiober.com/casi-significativi/

Vai alla home page del sito del Dr. Edoardo Bernkopf: https://www.studiober.com/

 

 

Author Info

Lidia Ciani