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2017 Manzotti Camilla : Dolori facciali atipici

2017 Manzotti Camilla : Dolori facciali atipici

CAMILLA MANZOTTI : rinosinusite, dolori facciali atipici, Disturbi Temporo Mandibolari

 

Volevo raccontare in breve la mia storia. Incominciò tutto nell’anno 2015 : mi ammalavo spesso di sinusiti, che ogni volta risolvevo momentaneamente con dei farmaci indicati dal mio otorino. Un brutto giorno, però, mi svegliai con dei dolori lancinanti all’altezza della tempia più precisamente sull’articolazione temporo.-mandibolare. Queste fitte persistenti le avevo fisse per tutta la giornata, si propagavano fino alla schiena e sfociavano con dei mal di testa atroci.  Questo episodio si verificò durante l’estate: pensai che fosse la “solita” sinusite, che provai a curare di nuovo, ma stavolta senza alcun risultato, anzi peggiorai soltanto. Passate settimane di dolori continui andai d’urgenza da un primario otorinolaringoiatra (col fatto che era estate il mio otorino era in ferie) che mi informò che non era presente alcuna sinusite ma che avevo dei problemi mandibolari : sentendo questa diagnosi  mi vennero dei dubbi in relazione ad un intervento che avevo all’età di 18 anni maxillo-facciale per ridurre il mascellare per un discorso estetico e anche un minimo funzionale . Premetto che avevo fatto ortodonzia per molti anni ma nonostante una dentatura sostanzialmente dritta, mi era restato un sorriso gengivale che non mi piaceva. Con l’occasione di togliere i denti del giudizio,  mi ero dunque sottoposta ad intervento maxillo -facciale, che dal punto di vista estetico aveva avuto un buon risultato: per questo, alle parole dell’Otorinolaringoiatra mi prese un colpo solo all’idea di dover ricominciare con l’apparecchio, in più con un problema che era relativo alla mandibola. Per togliermi il dubbio decisi di tornare dal chirurgo che mi aveva operato anni prima.

Mi fece fare un TAC per escludere la sinusite, che infatti alla TAC non appariva. Confermò che l’intervento effettuato anni prima era andato a buon fine ed era tutto apposto anche dal punto di vista funzionale: a suo parere i miei  dolori erano insorti in seguito ad una pulizia dei denti fatta in una sala dentistica in cui c’era una temperatura bassissima, dove ero rimasta troppo tempo con la bocca aperta (l’ igienista che era maniacale, e me la fece durare troppo a lungo, più di un’ora). Inoltre all’esterno faceva molto caldo perché era estate e questo insieme di cose poteva aver scatenato i miei dolori. Il chirurgo mi informò che avrei risolto con dei semplici antinfiammatori, per cui mi tranquillizzai…e infatti momentaneamente era tornato tutto alla normalità. Anche l’ortodontista che collaborava con il chirurgo, che mi aveva seguito prima e dopo l’intervento, e mi aveva applicato delle mascherine di contenzione che portavo ancora come da sue indicazioni, mi con fermò che anche dal punto di vista ortodontico era tutto a posto.

Purtroppo, una volta terminata la cura con gli antiinfiammatori, tutto tornò esattamente come prima se non peggio. Per cui tornai di nuovo in clinica informando il chirurgo che non avevo risolto. Mi rispose che probabilmente ero sotto stress, ed ipotizzò che la notte digrignavo i denti. Per far rilassare l’articolazione mi fece una sorta di bite, che dovevo mettere la notte e durante il giorno quando ero in casa. Purtroppo anche questa terapia non funzionò anzi peggioravo ogni giorno con dolori sempre più forti e ormai quasi costanti. Arrivavo a fine giornata che mi sentivo la bocca che mi scricchiolava, la testa ovattata e l’orecchio sinistro che si tappava sempre, in particolare dopo le fasi più acute dei dolori, che ormai erano presenti per l’intera giornata: stavo un po’ meglio solo quando mangiavo o quando dormivo. Ogni giorno che passava era sempre peggio: addirittura non riuscivo più a parlare, perché mi si stancava la muscolatura della faccia e poi puntualmente stavo malissimo dopo i pasti: in base a quello che avevo mangiato, dopo i dolori aumentavano.

Arrivati a questo punto il chirurgo, sentita tutta la sua équipe, vedendo i miei peggioramenti, mi prescrisse una dieta con alimenti morbidi o liquidi, in modo che non fosse necessario masticare molto e di conseguenza sforzassi di meno la bocca, ma anche in questo caso la situazione non migliorava anzi…In conclusione secondo il loro parere io dovevo utilizzare la bocca il meno possibile in questa fase, il che mi sembrava proprio assurdo. In seguito ai miei peggioramenti mi mandarono da una fisioterapista, che si occupava specificamente dell’articolazione temporo-mandibolare; ero arrivata a recarmi 3 volte a settimana in clinica per i controlli e 2 dalla fisioterapista, che mi faceva fare degli esercizi per l’articolazione temporo-mandibolare. Conducevo ormai una vita infernale: stavo letteralmente impazzendo perché, nonostante tutto, peggioravo e basta.

Dopo il fallimento anche con la fisioterapia, mi dissero che ormai questo problema era diventato di natura psicologica, e che era il caso di prendermi dei tranquillanti: per un periodo mi diedero delle gocce di Lexotan per rilassarmi prima di andare a dormire, ma ovviamente anche questo tentativo fallì. Mi stavo ammalando di testa, perchè ormai pensavo di avere qualcosa di estremamente grave, visto che da questa situazione non uscivo in alcun modo, nonostante fossero passati più di sei mesi con le cure più disparate.

Quando lo staff del chirurgo maxillo facciale mi disse che era necessario che andassi dal neurologo, a mia madre vennero dei forti dubbi che queste persone non ci stessero capendo niente: mi portò via dalla clinica e mi prese un appuntamento con il dottor Edoardo Bernkopf. Le venne in mente questa idea di contattarlo perché anche lei aveva avuto anni prima problemi simili ai miei con dolori e disturbi vari: anche a lei avevano prospettato l’esigenza di rivolgersi ad un neurologo. A differenza di me, prerò, mia mamma aveva anche esteticamente  una dentatura devastante. Per fortuna, poiché presentava anche gravi vertigini, si era rivolta al Dr Giancarlo De Vincentiis, primario Otorinolaringoiatra dell’Ospedale Bambin Gesù di Palidoro (in precedenza da un altro ORL le era stata fatta una ipotesi diagnostica molto pesante). Il Dott. De Vincentiis  le disse invece che probabilmente si trattava di un problema di natura gnatologica e non era presente alcun male brutto: per risolvere doveva recarsi da un bravo gnatologo-ortodontista, e le consigliò il dottor Bernkopf . Con questo specialista mia mamma aveva effettuato un percorso dapprima con un bite e poi con un trattamento ortodontico, che aveva portato ad un pieno successo sia dal punto di vista estetico che funzionale. (Vedasi la storia della mamma:  https://www.studiober.com/ptosi-palpebrale-cervicalgia-cefalea-acufeni-liberati-cinzia/ E.B.) Per questo motivo le venne in mente di mandarmi da lui (non me lo aveva proposto prima perché il mio caso sembrava diverso: io avevo già fatto ortodonzia per molti anni e avevo ormai una dentatura che sembrava perfetta. Dal momento che però sembrava che nessuno ci capisse più niente decise di consultare il dott. Bernkopf.

All’inizio non volevo andare da un altro specialista, perché ormai non mi fidavo più di nessuno e, solo all’idea di ricominciare da capo mi terrorizzava. Alla fine mi feci convincere e ci andai. Il dottore vide effettivamente che la mia bocca era perfetta dal punto di vista estetico ma appena spiegato quello che avevo, capì subito qual era il mio problema, e mi fece arrivare in 3 giorni un bite fatto nel suo laboratorio, che dovevo portare giorno e notte, pasti esclusi.

I risultati si fecero un po’ attendere, forse anche perché ero tesissima. Nei primi due mesi sembrava che non cambiasse niente, e alcune forti fitte mi facevano pensare che andasse addirittura peggio. Inizialmente trovavo il bite scomodo, perchè due “slitte” che sembravano due denti di…Dracula, mi costringevano ad una posizione mandibolare diversa da quella abituale, ma il dottore mi confermava che era proprio quello lo scopo del bite .  Al terzo mese di trattamento, però (forse anche un po’ prima, ma ero troppo stressata per cogliere piccoli cambiamenti) cominciai a percepire netti miglioramenti: piano piano e progressivamente mi cessarono tutti i dolori che avevo avuto per mesi. E’stata una delle sensazioni più belle della mia vita. Il bite mi rimetteva effettivamente a posto la mandibola: portandolo h24 ..ormai per quanto mi faceva stare bene mi ero adattata anche a mangiarci!!  In conclusione dovevo semplicemente mettere apposto la mandibola e nessuno se ne era mai accorto in tutto questo tempo. Il problema era stato scatenato da quella famosa pulizia dei denti, ma probabilmente sarebbe comunque uscito fuori negli anni. il punto è che non se ne era mai accorto nessuno a parte il dottor Bernkopf.

Il chirurgo maxillo facciale chiese che mi facessi nuovamente controllare dall’ortodontista al quale lui mi aveva inviato per la conclusione post intervento. L’ortodontista, visto l’effetto che il bite generava nella mia occlusione e convinto del mio racconto sulla cessazione dei miei dolori, mi propose (devo dire onestamente)  di concludere lui a titolo gratuito il trattamento ortodontico, ma seguendo le indicazioni del Dott. Bernkopf. Io però non potevo fidarmi, perché ricordavo troppo bene la sua precedente opinione che il caso fosse ortodonticamente concluso e che i miei problemi fossero di natura psicologica. Iniziai quindi un percorso con il Dott. Bernkopf molto impegnativo dal punto di vista psicologico, perché, dopo aver portato il bite per 4-5 mesi, ancora una volta ho dovuto ricominciare con l’ortodonzia fatta già anni prima. Ho quindi portato l’apparecchio fisso per allineare i denti rispettando la posizione della mandibola così come era andata a posto con il bite. Il trattamento, in totale, è durato all’incirca n2 anni.

Concludo la mia storia ricordando che si è trattato di un bruttissimo periodo della mia vita, ma che è diventato ad oggi bello grazie al dottor Bernkopf! Ad oggi sto bene ormai da 3 anni (2020), ed ho una dentatura ancora più bella. Soprattutto mi sono sparite tutte le sofferenze e posso condurre finalmente una vita normale e felice.

Grazie ancora dottore,  di tutto cuore. Con tanto affetto Camilla Manzotti.

Confermo che quanto sopra riportato rispecchia fedelmente la mia storia clinica e autorizzo il Dr.Edoardo Bernkopf  alla sua pubblicazione in testo e in foto a fini divulgativi e  scientifici anche via internet, in deroga consapevole alle attuali disposizioni in tema di privacy.

Camilla Manzotti, Via dei Monti san Paolo 5V, 00126 Roma  334 5206821  camillamanzotti@hotmail.it

 

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