Il caso in breve:
Insorgenza di Emicrania, poi di Vertigini, infine diagnosi di Malattia di Ménière, posta da uno specialista otorinolaringoiatra a Parma (2022).
Sintomi: crisi di vertigine di oltre tre ore, acufeni, orecchio sinistro ovattato, secchezza oculare, serramento e digrignamento dei denti.
Terapie precedenti: spray nasali, gocce auricolari, betaistina, diuretici, dieta iposodica, cortisone.
Percorso presso lo studio: bite per circa sei mesi, ortodonzia fissa per circa due anni, bite notturno di mantenimento.
Oggi: nessuna crisi di vertigine da quasi tre anni, acufeni molto ridotti, nessun farmaco.
Per capire il razionale del trattamento: la malattia di Ménière e il trattamento occlusale
Una possibile concausa remota: la perdita di molti denti
All’età di tre anni sono caduta da una sedia e ho battuto il viso per terra scheggiando così tutti i denti da latte presenti nell’arcata superiore della bocca. Per molto tempo non ho mangiato alimenti solidi, perché parecchi denti erano caduti e poi le gengive erano tagliate e quindi mi nutrivo soltanto con il biberon. Durante gli anni della mia crescita ho avuto parecchi problemi in bocca, carie e infezioni. Così all’età di sedici anni il dentista decise di estrarre dall’arcata superiore ben otto denti (4 incisivi , 1 canino , 3 premolari) e dall’arcata inferiore quattro denti (4 premolari).Ho cominciato così l’avventura dello scheletrato solo per la parte superiore.
Insorge l’Emicrania: l’esperienza al Centro Cefalee
All’età di diciotto anni ho cominciato ad avvertire delle forti emicranie che mi hanno indotto a consultare dei medici specialistici del Centro Cefalee di Torino , allora diretto dal prof. Nattero. Diagnosi: “Cefalea muscolo tensiva”. Il problema é durato 2 anni, la terapia prescritta era Laroxyl e calmanti generici. All’età di ventotto anni, dopo una lunga remissione, la cefalea si è ripresentata, e sono tornata così al Centro Cefalee di Torino, allora diretto dal prof. Pinessi. Stessa diagnosi: “Cefalea muscolo tensiva”, che è durata altri 2 anni circa, con conferma della precedente terapia: Laroxyl e calmanti generici ancora. I Dottori ritenevano che la causa fosse anche lo stress da insegnamento : dicevano che ne soffrono tutte le insegnanti, ma io sentivo invece di amare il mio lavoro, che non mi stressava per nulla. Nonostante ciò ho lasciato l’insegnamento , con grande dispiacere: mi mancavano pochi anni per conseguire la cattedra di ruolo. Ho mantenuto solo un lavoro part time presso la Sovrintendenza.
Insorgono le vertigini
All’età di trentotto anni ho cominciato ad avere oltre alla cefalea anche le vertigini, soprattutto verso la parte destra; di sera erano più frequenti in particolare quando poggiavo la testa sul cuscino. Ho cominciato a consultare specialisti ORL, fisioterapisti, neurologi, ma la situazione perdurava e peggiorava. Nell’agosto 2006 , all’età di 40 anni, ho avuto un attacco vertiginoso di 8 ore consecutive e perciò i miei familiari mi hanno portato all’ospedale. Diagnosi: “Sindrome vertiginosa con malocclusione dentaria ed artrite bilaterale”. Terapia: nulla; mi viene consigliato di consultare fisioterapisti e ortodognatodontisti; così faccio, senza risultati nel tempo, nonostante l’applicazione di una placca di svincolo, che, secondo le indicazioni del dentista, dovevo portare solo di notte durante il sonno. Nel settembre dello stesso anno ritorna l’attacco vertiginoso con durata di 10 ore, di nuovo all’ospedale. Diagnosi: “pregressa sindrome vertiginosa di tipo posizionale”. Terapia: nulla. Nell’ottobre dello stesso anno ricompaiono gli attacchi vertiginosi con durata di 20 ore consecutive, torno di nuovo in ospedale. Diagnosi : sinusopatia fronto etmoido mascellare- Terapia : Rocefitt , Fluifort , Bentelan. Nel novembre del 2006 all’improvviso sono colpita da vertigine violenta accompagnata da vomito e un forte mal di testa. Mi ricoverano per 10 giorni in ospedale. Diagnosi: Sindrome di Menière . Terapia: diuretico , controllo nell’assunzione di liquidi , dieta alimentare iposodica. Consulto altri medici specialisti, che peraltro sono dubbiosi sulla diagnosi di Sindrome di Menière: a me non interessava il nome della mia malattia, desideravo solo poter tornare a vivere. Dopo ancora episodi vertiginosi violenti ( durata 36 ore consecutive ) mi rivolgo ai vestibologi della clinica” Koelliker “ di Torino, e seguo per circa due anni una terapia a base di antivertiginosi e diuretici – risultato: pressione 80 / 50 , vertigini continue , aumento del peso corporeo di 15 kg. Non riuscivo più a guidare la macchina , non avevo la forza di alzarmi dal letto , perché la testa girava continuamente, la nausea era sempre presente associata ad una forte cefalea, non riuscivo a concentrarmi sul lavoro e nemmeno a dedicarmi ai miei familiari. Ho dovuto lasciare anche il mio lavoro part time di archivista e paleografa Per di più venivo considerata una “ matta “ ed infine assumevo tre antivertiginosi, un diuretico, gocce per la cefalea, gocce per la pressione, iniezioni per stare in piedi. Sono andata anche alla Dental school al Lingotto, centro di eccellenza: mi hanno inviato anche presso un esperto in colonna vertebrale , che però trovava perfetta la mia schiena. Anche lì , dopo varie visite e altri esami non mi hanno saputo dire nulla: tra il serio e il faceto dicevano che avevo la… “Ciambronite”.
L’incontro con il Dr. Bernkopf, relatore in un convegno della Associazione Italiana Malati di Meniere (AIMM)
Nella completa disperazione ho contattato l’associazione dei malati di Malattia di Menière presso la sede di Torino (A. I. M. M.), grazie alla quale mi viene data la possibilità di partecipare ai loro convegni con i medici esperti in Malattia di Meniere. Così il 18 aprile 2009 conosco il dottor Bernkopf. Nel convegno il dottore espone la sua teoria sul ruolo della Malocclusione e delle disfunzioni cranio-mandibolari nelle patologie di confine, Malattia di Menière compresa. Siccome già nel 2006 avevo contattato uno specialista in ortodognatodonzia presso l’ospedale “Molinette” di Torino senza alcun esito per la mia situazione di salute generale, ho voluto approfondire con il Dottor Bernkopf e si è giunti alla conclusione di applicare un bite da posizionare nell’arcata inferiore della bocca e da utilizzare giorno e notte per alcuni mesi.
I miglioramenti grazie alla terapia con bite
Dopo 3 mesi la situazione è migliorata in quanto la cefalea si è ridotta d’intensità e le vertigini non sono state più violente ma leggere. Sono susseguiti diversi controlli e il posizionamento di due scheletrati: la cefalea si è ridotta ulteriormente, nella parte sinistra sono scomparse le vertigini , mentre in quella destra sono diminuite sempre di più. Oggi nel 2010 uso un bite che applico allo scheletrato soltanto di notte, per non perdere la posizione durante il sonno. La mia vita è tornata alla sua normalità, ovvero posso guidare la macchina , andare a lavorare, dedicarmi alla mia famiglia e avere del tempo libero per i miei hobby
Niente più farmaci, neanche per il figlio
Nello stesso tempo non assumo più farmaci e quindi posso iniziare una dieta per perdere tutti i chili acquistati con le medicine. Vorrei ancora aggiungere la vicenda di mio figlio, di 10 anni: nell’estate scorsa aveva cominciato ad avvertire dei forti mal di testa con vertigini, Naturalmente abbiamo consultato dei pediatri che, non avendo trovato nulla dalle analisi, hanno attribuito il suo problema ad un fattore di crescita. Non essendo convinti di tutto ciò ne abbiamo parlato con il dottor Bernkopf , il quale, attribuendo il mal di testa alla malocclusione dentaria, ha dapprima affrontato il problema con un bite da portare giorno e notte per alcuni mesi, poi, confermata la cessazione per questa via della cefalea e delle vertigini, ha proseguito il trattamento ortodontico con apparecchi fissi . Attualmente mio figlio non ha più né mal di testa né vertigini, e grazie al trattamento ortodontico, anche la sua bocca sta raggiungendo un’ottima estetica.
Controlli a distanza di 3 , 7 e 12 anni: tutto bene
Follow -up :
2012 – Oggi sono passati circa 3 anni, e sto molto bene, con rare crisi brevi e di scarsa intensità. Ho ripreso il lavoro di insegnante che ho sempre amato, e che non mi stressa per nulla. Conduco una vita normale: guido la macchina, cammino da sola e mi occupo della famiglia come ho sempre desiderato di poter fare.
2016 – Attualmente il mio stato di salute è abbastanza buono: pur con qualche alto e basso, riesco ad avere una vita normale.
Vorrei aggiungere un risultato che può sembrare frivolo e insignificante: da quando ho sistemato la bocca, posso permettermi le scarpe anche con il tacco 12, perchè l’equilibrio è migliorato. Può sembrare una sciocchezza, ma ero da sempre costretta a portare solo scarpe bassissime, perché anche con un minimo tacco mi sentivo ancora più instabile, tendevo a sbandare e ad avere problemi di equilibrio. Si tratta di un risultato non paragonabile per importanza al benessere generale riacquistato, ma comunque piacevole.
4 giugno 2022. Ricevo oggi dalla Paziente questo follow-up telefonico : “ Per quanto mi riguarda io sto bene, ho associato al miglioramento tecnico della bocca anche alcuni farmaci che assumo quotidianamente : – vertiserc da 16 mg e – vitamine DK. Non ho più avuto attacchi vertiginosi da più di 8 anni. Sono sempre disponibile come testimonial.
Grazie del suo interessamento e buon lavoro. Mariolina Ciambrone “
2026-09-21 Aggiornamento
Riassumendo, come ho raccontato, circa vent’anni fa hanno iniziato a manifestarsi episodi di vertigine parossistica associati a cefalea, sintomi che hanno inciso in modo significativo sulla mia qualità di vita. Da quel momento ho intrapreso un lungo iter diagnostico, sottoponendomi a numerose visite specialistiche e ad approfonditi accertamenti clinici, che hanno condotto alla formulazione di una diagnosi di probabile sindrome di Ménière.
Successivamente, in occasione di un convegno tenutosi a Torino, ho avuto l’opportunità di conoscere il Dott.Edoardo Bernkopf di Vicenza, il quale, grazie alla propria competenza nell’ambito delle disfunzioni cranio-mandibolari, ha individuato una malocclusione associata a problematiche dell’articolazione temporo-mandibolare, fino a quel momento non adeguatamente considerate.
A seguito degli interventi terapeutici necessari per il ripristino di un corretto equilibrio funzionale dell’apparato stomatognatico, che ha reso necessario la realizzazione di una protesi scheletrata nell’arcata inferiore, ho beneficiato di un netto miglioramento della sintomatologia, mantenendo una soddisfacente qualità di vita per circa dodici anni, durante i quali ho condotto una vita normale, ho ripreso il mio lavoro a pieno ritmo e ho conseguito un master universitario e un’abilitazione a livello universitario .
La ricaduta
Purtroppo l’anno scorso, estate 2025, il quadro clinico ha subito una recrudescenza: le vertigini e la cefalea sono ricomparse, accompagnate da persistenti disturbi digestivi, fino ad allora assenti. Per circa un anno ho trascorso una vita molto difficile. Una particolarità che ricordo è che nessuna scarpa mi andava bene dopo che per 12 anni avevo ripreso a portare regolarmente i tacchi. Avevo percepito una qualche alterazione della protesi, che aveva funzionato bene per 12 anni . Mio marito ripetutamente mi esortava a tornare a controllo dal Dr Bernkopf, ma per pigrizia mi sono invece rivolta a un centro odontoiatrico di Torino, preferendo evitare il lungo trasferimento fino a Vicenza (sono quasi 350 chilometri). Purtroppo, l’attenzione dei dottori si concentrava esclusivamente sui problemi odontoiatrici, che so da sempre essere presenti: trattamento della malattia parodontale e riassorbimento osseo, trascurando l’aspetto funzionale e biomeccanico della mia condizione, il vero motivo per il quale avevo cercato una soluzione odontoiatrica. Mi ero permessa di suggerire in particolare se fosse possibile e indicato valutare l’impiego di un bite, ma il suggerimento risultava quasi offensivo, visto che io non sono medico.
Per le vertigini mi sono rivolta anche ad un otorinolaringoiatra di Torino: il suo responso alle mie osservazioni sul lungo beneficio che mi aveva dato prima il bite e poi la protesizzazione del Dr Bernkopf , era che “sulle vertigini i dentisti ragionano così, ma gli ORL ragionano diversamente” e mi aveva consigliato un diuretico per prevenirle. E le crisi? Gli chiesi. “niente farmaci, passeranno”.
Consapevole della mancata risoluzione del problema, nel giugno 2026 ho deciso, sempre sollecitata da mio marito, di ricontattare il Dott.Bernkopf e di recarmi nuovamente presso il suo studio a Vicenza.
Nel corso della prima visita, della durata di circa un’ora, ritenendo che la ricaduta fosse dovuta al deterioramento della protesi scheletrata e delle creste ossee sulle quali poggiava, il dottore, senza rifarla, come temevo fosse necessario, mi ha realizzato direttamente una modifica occlusale che si inseriva sulla mia stessa protesi, consentendomi di iniziare tempestivamente un percorso di recupero. Fin dai primi giorni ho riscontrato un sensibile miglioramento di tutti i sintomi e della mia qualità di vita.
Alla data odierna, 23 luglio 2026, posso affermare che i gravi episodi di vertigine e il forte disequilibrio sono scomparsi, e anche le piccole brevissime sensazioni di sbandamento si sono notevolmente diradate e sono divenute minimali per intensità. Ho sospeso i farmaci: soo al cambio di stagione, verso la fine di settembre e nei mesi di ottobre e novembre mi capitano alcune vertigini e instabilità, pertanto per una decina di giorni, sia a ottobre che e a novembre, assumo il Vertiserc da 16 mg. Le vertigini durano però solo alcuni secondi, naturalmente segue la paura e l’ansia che possano accadere di nuovo ed essere più intense e durature, come è successo in passato. Certamente in condizioni normali avrei un atteggiamento diverso, più rilassato: le percepisco e ricorro al Vertiserc più per la paura che proviene dal passato che per i brevi episodi in sé. Anche la cefalea si manifesta con un’intensità sensibilmente ridotta e anche la funzionalità digestiva (Reflusso) è migliorata in modo significativo.
Il percorso terapeutico è tuttora in corso e prevede il mantenimento del bite, con l’obiettivo di monitorare la situazione con controlli periodici e preservare un equilibrio funzionale stabile e duraturo, presupposto essenziale per mantenimento del mio stato di salute e della qualità della mia vita.
Confermo che quanto sopra riportato rispecchia fedelmente la mia storia clinica e autorizzo il Dr.Edoardo Bernkopf alla sua pubblicazione in testo e in foto a fini divulgativi e scientifici anche via internet. In fede, Dr.ssa Mariolina Ciambrone, Via Pinetti 66 Volpiano (Torino), e-mail : andren99@libero.it , cell. 339 8419470
Commento del Dr. Bernkopf
Gentile Signora, la sua storia è particolarmente significativa, paradossalmente anche per la recidiva, che nella mia visione del problema si deve affrontare verificando (e monitorizzando con i controlli periodici programmati ogni 6 mesi) se le condizioni originarie della protesi o del bite si sono mantenute nel tempo: spesso purtroppo, quando il paziente sta bene ….sparisce. e non viene ai controlli ! Anche nella spiacevole recidiva, però, il recupero ottenuto con la revisione della protesi conferma la correttezza della mia impostazione “filosofica” del problema “Meniere cefalea e Occlusione dentaria”: di questo sono lieto e la ringrazio della testimonianza.
Da ultimo un’esortazione: i mariti vanno SEMPRE ascoltati!
Edoardo Bernkopf , Presidente dell’Associazione Internazionale per la tutela e la salvaguardia dell’Orso Marsicano, del Panda Cinese e del Marito Padre.
Parole chiave: Malattia di Maniere , Cefalea , Emicrania , Articolazione Temporo Mandibolare
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Vai video sul razionale del Trattamento con bite della Malattia di Meniere : https://www.youtube.com/watch?v=QlEE5z6msVA
Vai alla videointervista con una Paziente: https://www.youtube.com/watch?v=07oshg5Ho88
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Vai alla videointervista sulla Malattia di Meniere con il Dr. Bernkopf
https://www.youtube.com/watch?v=IhB1c-G_jJc
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