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Malattia di Menièr: Dr.ssa Mariolina Ciambrone. Diagnosi invcerta-probabile, ma caso particolarmente grave (UN. Torino)

All’età di tre anni sono caduta da una sedia e ho battuto il viso per terra scheggiando così tutti i denti da latte presenti nell’arcata superiore della bocca. Per molto tempo non ho mangiato alimenti solidi, perché parecchi denti erano caduti e poi le gengive erano tagliate e quindi mi nutrivo soltanto con il biberon. Durante gli anni della mia crescita ho avuto parecchi problemi in bocca, carie e infezioni. Così all’età di sedici anni il dentista decise di estrarre dall’arcata superiore ben otto denti (4 incisivi , 1 canino , 3 premolari) e dall’arcata inferiore quattro denti (4 premolari).Ho cominciato così l’avventura dello scheletrato solo per la parte superiore. All’età di diciotto anni ho cominciato ad avvertire delle forti emicranie che mi hanno indotto a consultare dei medici specialistici del Centro Cefalee di Torino , allora diretto dal prof. Nattero. Diagnosi: “Cefalea muscolo tensiva”. Il problema é durato 2 anni, la terapia prescritta era Laroxyl e calmanti generici. All’età di ventotto anni, dopo una lunga remissione, la cefalea si è ripresentata, e sono tornata così al Centro Cefalee di Torino, allora diretto dal prof. Pinessi. Stessa diagnosi: “Cefalea muscolo tensiva”, che è durata altri 2 anni circa, con conferma della precedente terapia: Laroxyl e calmanti generici ancora. I Dottori ritenevano che la causa fosse anche lo stress da insegnamento : dicevano che ne soffrono tutte le insegnanti, ma io sentivo invece di amare il mio lavoro, che non mi stressava per nulla. Nonostante ciò ho lasciato l’insegnamento , con grande dispiacere: mi mancavano pochi anni per conseguire la cattedra di ruolo. Ho mantenuto solo un lavoro part time presso la Sovrintendenza. All’età di trentotto anni ho cominciato ad avere oltre alla cefalea anche le vertigini, soprattutto verso la parte destra; di sera erano più frequenti in particolare quando poggiavo la testa sul cuscino. Ho cominciato a consultare specialisti ORL, fisioterapisti, neurologi, ma la situazione perdurava e peggiorava. Nell’agosto 2006 , all’età di 40 anni, ho avuto un attacco vertiginoso di 8 ore consecutive e perciò i miei familiari mi hanno portato all’ospedale. Diagnosi: “Sindrome vertiginosa con malocclusione dentaria ed artrite bilaterale”. Terapia: nulla; mi viene consigliato di consultare fisioterapisti e ortodognatodontisti; così faccio, senza risultati nel tempo, nonostante l’applicazione di una placca di svincolo, che, secondo le indicazioni del dentista, dovevo portare solo di notte durante il sonno. Nel settembre dello stesso anno ritorna l’attacco vertiginoso con durata di 10 ore, di nuovo all’ospedale. Diagnosi: “pregressa sindrome vertiginosa di tipo posizionale”. Terapia: nulla. Nell’ottobre dello stesso anno ricompaiono gli attacchi vertiginosi con durata di 20 ore consecutive, torno di nuovo in ospedale. Diagnosi : sinusopatia fronto etmoido mascellare- Terapia : Rocefitt , Fluifort , Bentelan. Nel novembre del 2006 all’improvviso sono colpita da vertigine violenta accompagnata da vomito e un forte mal di testa. Mi ricoverano per 10 giorni in ospedale. Diagnosi: Sindrome di Menière . Terapia: diuretico , controllo nell’assunzione di liquidi , dieta alimentare iposodica. Consulto altri medici specialisti, che peraltro sono dubbiosi sulla diagnosi di Sindrome di Menière: a me non interessava il nome della mia malattia, desideravo solo poter tornare a vivere. Dopo ancora episodi vertiginosi violenti ( durata 36 ore consecutive ) mi rivolgo ai vestibologi della clinica” Koelliker “ di Torino, e seguo per circa due anni una terapia a base di antivertiginosi e diuretici – risultato: pressione 80 / 50 , vertigini continue , aumento del peso corporeo di 15 kg. Non riuscivo più a guidare la macchina , non avevo la forza di alzarmi dal letto , perché la testa girava continuamente, la nausea era sempre presente associata ad una forte cefalea, non riuscivo a concentrarmi sul lavoro e nemmeno a dedicarmi ai miei familiari. Ho dovuto lasciare anche il mio lavoro part time di archivista e paleografa Per di più venivo considerata una “ matta “ ed infine assumevo tre antivertiginosi, un diuretico, gocce per la cefalea, gocce per la pressione, iniezioni per stare in piedi. Sono andata anche alla Dental school al Lingotto, centro di eccellenza: mi hanno inviato anche presso un esperto in colonna vertebrale , che però trovava perfetta la mia schiena. Anche lì , dopo varie visite e altri esami non mi hanno saputo dire nulla: tra il serio e il faceto dicevano che avevo la… “Ciambronite”. Nella completa disperazione ho contattato l’associazione dei malati di Malattia di Menière presso la sede di Torino (A. I. M. M.), grazie alla quale mi viene data la possibilità di partecipare ai convegni per i medici. Così il 18 aprile 2009 conosco il dottor Bernkopf. In occasione del convegno il dottore espone la sua teoria sul ruolo della Malocclusione e delle disfunzioni cranio-mandibolari nelle patologie di confine, Malattia di Menière compresa. Siccome già nel 2006 avevo contattato uno specialista in ortodognatodonzia presso l’ospedale “Molinette” di Torino senza alcun esito per la mia situazione di salute generale, ho voluto approfondire con il Dottor Bernkopf e si è giunti alla conclusione di applicare un bite da posizionare nell’arcata inferiore della bocca e da utilizzare giorno e notte per alcuni mesi. Dopo 3 mesi la situazione è migliorata in quanto la cefalea si è ridotta d’intensità e le vertigini non sono state più violente ma leggere. Sono susseguiti diversi controlli e il posizionamento di due scheletrati: la cefalea si è ridotta ulteriormente, nella parte sinistra sono scomparse le vertigini , mentre in quella destra sono diminuite sempre di più. Oggi nel 2010 uso un bite che applico allo scheletrato soltanto di notte, per non perdere la posizione durante il sonno. La mia vita è tornata alla sua normalità, ovvero posso guidare la macchina , andare a lavorare, dedicarmi alla mia famiglia e avere del tempo libero per i miei hobby e nello stesso tempo non assumo più farmaci e quindi posso iniziare una dieta per perdere tutti i chili acquistati con le medicine. Vorrei ancora aggiungere la vicenda di mio figlio, di 10 anni: nell’estate scorsa aveva cominciato ad avvertire dei forti mal di testa con vertigini, Naturalmente abbiamo consultato dei pediatri che, non avendo trovato nulla dalle analisi, hanno attribuito il suo problema ad un fattore di crescita. Non essendo convinti di tutto ciò ne abbiamo parlato con il dottor Bernkopf , il quale, attribuendo il mal di testa alla malocclusione dentaria, ha dapprima affrontato il problema con un byte da portare giorno e notte per alcuni mesi, poi, confermata la cessazione per questa via della cefalea e delle vertigini, ha proseguito il trattamento ortodontico con apparecchi fissi . Attualmente mio figlio non ha più né mal di testa né vertigini, e grazie al trattamento ortodontico, anche la sua bocca sta raggiungendo un’ottima estetica.

Confermo che quanto sopra riportato rispecchia fedelmente la mia storia clinica e autorizzo il Dr.Edoardo Bernkopf alla sua pubblicazione in testo e in foto a fini divulgativi e scientifici anche via internet. In fede, Mariolina Ciambrone.

Dr.ssa Mariolina Ciambrone, Via Pinetti 66 Volpiano (Torino), e-mail : andren99@libero.it , cell. 339 8419470 Volpiano 04/03/2010

Oggi (2012) sono passati circa 3 anni, e sto molto bene, con rare crisi brevi e di scarsa intensità. Ho ripreso il lavoro di insegnante che ho sempre amato, e che non mi stressa per nulla. Conduco una vita normale: guido la macchina, cammino da sola e mi occupo della famiglia come ho sempre desiderato di poter fare.

Attualmente (2016) il mio stato di salute è abbastanza buono: pur con qualche alto e basso,  riesco ad avere una vita normale.

Vorrei aggiungere un risultato che può sembrare frivolo e insignificante: da quando ho sistemato la bocca, posso permettermi le scarpe con il tacco 12, perchè l’equilibrio è migliorato. Può sembrare una sciocchezza, ma ero da sempre costretta a portare solo scarpe bassissime, perché anche con un minimo tacco mi sentivo ancora più instabile, tendevo a sbandare e ad avere problemi di equilibrio. Si tratta di un risultato non paragonabile per importanza al benessere generale riacquistato, ma comunque piacevole

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Confermo che quanto sopra riportato rispecchia fedelmente la mia storia clinica e autorizzo il Dr.Edoardo Bernkopf  alla sua pubblicazione in testo e in foto a fini divulgativi e  scientifici anche via internet.  In fede,   Mariolina Ciambrone

 

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Edoardo Bernkopf