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Malattia di Menière, Ipoacusia: T.O. Diagnosi di Menière Ospedale di Cittadella

La mia “avventura” con la Malattia di Meniere è iniziata il 22/10/2011 quando al risveglio avvertii un suono molto fastidioso di volume medio-alto all’interno del mio orecchio destro. Allarmata, mi recai da un medico specialista in audiologia e ORL il quale constatò una perdita dell’udito alle medie e basse frequenze che coinvolgeva, in particolar modo, il mio orecchio destro. Lo specialista mi prescrisse delle compresse di cortisone e nell’arco di 15 giorni recuperai l’udito ma il brusio all’orecchio destro rimaneva sempre presente notte e giorno. I primi mesi fu molto difficile per me abituarmi a sentire un brusio costante totalmente estraneo a me:  ricordo di aver trascorso giorni nei quali mi era difficilissimo trovare la concentrazione a lavoro.

A febbraio 2012 feci nuovamente l’esame audiometrico poiché, oltre al brusio, avevo iniziato a percepire una stanchezza fisica anomala e una pesante tensione a livello cervicale e dorsale che riuscivo però ad alleviare con regolari massaggi fisioterapici. Dall’audiometria emerse una perdita di udito importante alle basse frequenze che coinvolgeva solo l’orecchio destro, esattamente quello colpito da acufene. Iniziai a rendermi conto della perdita di udito: faticavo a sentire le persone che  parlavano a voce bassa e non rispondevo più al telefono dall’orecchio destro perché sentivo soltanto un gran brusio. Mi vennero prescritte altre compresse cortisoniche ma questa volta non recuperai l’udito. L’unica consolazione era che con il passare dei mesi iniziavo fortunatamente ad abituarmi all’acufene.

Il 14/05/2012 dovetti abbandonare il luogo di lavoro, colpita dai primi pesanti sintomi di vertigine. La sensazione di disequilibrio costante mi accompagnò anche nei giorni successivi. Il giorno 18/05/2012 fui ricoverata presso il reparto di ORL di Cittadella (PD), dove venni sottoposta ad esami specifici e ad una cura cortisonica per via infusionale, somministratami per una settimana intera, che tuttavia non mi fece recuperare minimamente l’ udito. I medici mi dissero che il mio era un probabile caso di Malattia di Meniere in fase iniziale. Mi spiegarono che questa malattia non ha cause ben chiare e che non ci sono farmaci, ad oggi, che abbiano sicura efficacia per curare tale malattia. Mi venne prescritta una dieta iposodica e venni dimessa. Rientrai a casa molto provata dalla cura cortisonica, molto scoraggiata dal fatto che non esistevano farmaci che potessero aiutarmi e comunque continuavo a convivere con la sensazione di stanchezza infinita e di costante disequilibrio.

Il fisioterapista, dott. Massimo Bressan, che mi seguiva già da tempo, saputo che mi era stata diagnosticata una probabile Malattia di Meniere, mi raccontò che un suo paziente affetto da questa malattia si era rivolto al dott. Edoardo Bernkopf e aveva trovato ottimi benefici. Non esitai: visitai subito il sito del dott.  Bernkopf, visionai i casi significativi da lui risolti e fissai un appuntamento presso il suo studio di Vicenza.

Il dott. Bernkopf, dopo aver guardato la mia bocca e i miei denti, mi disse che avevo dei bei denti, una buona chiusura ma la mia bocca era “storta”, anche se leggermente (questo infatti non era stato mai notato prima), e ciò era testimoniato dal “distacco” che percepivo alla base dell’orecchio destro quando aprivo la bocca. Questo poteva essere stato la causa dei miei disturbi (brusio, perdita di udito e vertigini). Mi propose una soluzione: mettere un bite nell’arcata inferiore per 4 mesi e vedere se questo mi avrebbe portato dei benefici. Io scelsi di provare a percorrere questa strada e iniziai a portare il bite, notte e giorno, togliendolo solo per mangiare. Il primo giorno con il bite fu anche il giorno in cui rientrai a lavoro: lavorai per una decina di giorni con estrema difficoltà dovendo convivere con la costante sensazione di disequilibrio e di stanchezza fisica enorme. Dovevo stare attenta quando mi alzavo dalla sedia, prestare massima cautela nei cambi di direzione ed evitare qualsiasi movimento brusco con la testa. Trascorsi i primi 15 giorni con il bite iniziai a sentire i primi effetti benefici: il senso di disequilibrio iniziava lentamente a diminuire e iniziavo a camminare più spedita. Anche la stanchezza fisica iniziava pian piano a diminuire anche se nelle prime settimane i weekend mi servivano esclusivamente a recuperare le energie che sembravano esaurite. Dopo solo un mese da quando avevo iniziato a portare il bite mettendo le dita alla base dell’orecchio destro quel “distacco” che prima percepivo era già scomparso. Rimaneva l’acufene ma con il passare dei mesi il volume del brusio diminuiva. Ho sempre portato il bite molto volentieri e non appena finivo di mangiare lo rimettevo sempre. Nel mese di agosto ricordo di avere iniziato una salita in montagna appena dopo pranzo senza il bite: in quella circostanza sono riuscita a fare l’intera salita solo dopo aver rimesso il bite, senza il quale avevo iniziato a sentire una sensazione di capogiro. A settembre 2012 ho vissuto un brevissimo episodio di vertigine al risveglio che comunque, a distanza di un’ora, mi ha permesso di recarmi normalmente a lavoro. Da allora fortunatamente non ho più avuto alcun episodio di vertigine, ho continuato a portare il bite nell’arcata inferiore e a fine novembre il dott. Bernkopf mi ha posizionato l’apparecchio fisso nell’arcata superiore dando così inizio alla fase ortodontica, fase di risistemazione della masticazione, rispettando la posizione corretta della mia bocca.

Inoltre, a novembre, a distanza di 6 mesi dal ricovero in ospedale, ho fatto un’audiometria di controllo dalla quale è emerso un pieno recupero dell’udito all’orecchio destro. Io e l’audiometrista stessa, incredule, abbiamo ripetuto l’esame per ben due volte, credendo si trattasse di un errore tecnico. Ho rifatto nuovamente anche l’esame “Ecochg” dal quale è emerso che la pressione dei liquidi all’orecchio destro è anch’essa rientrata nella norma. L’audiometrista dell’ospedale di Cittadella mi ha detto che il mio recupero dell’udito è un evento davvero incredibile e mi ha consigliato di continuare il percorso che avevo intrapreso con il bite e di dimenticare completamente il termine “Meniere”. Questa notizia mi ha portato una gioia immensa che ho voluto condividere immediatamente con il dott. Bernkopf  che ringrazio profondamente per l’aiuto straordinario che mi ha dato.

 

Confermo che la relazione sopra riportata descrive esattamente la mia storia clinica , e ne autorizzo la pubblicazione a fini divulgativi e scientifici anche via internet, in deroga consapevole alle norme sulla privacy.

 

firma _______________________________________

 

Oggi (2016) sono trascorsi 5 anni da quel 22 Ottobre ed è rimasto solo un acufene all’orecchio destro .

In questi ultimi anni sono stata felicissima di aiutare nel mio piccolo persone che come me nel loro cammino hanno conosciuto le mie stesse sofferenze.

Io credo di aver ottenuto grazie al Dott. Bernkopf ed al suo staff  i migliori risultati che potessi augurarmi.

In questo momento della mia vita sento il bisogno di guardare avanti.

 

 

Con questo messaggio la Paziente mi ha pregato di rimuovere le sue generalità fino ad oggi mantenute in chiaro, e le ho pertanto sostituite con le sole iniziali. E.B. Vicenza, 20/10/2016

 

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Edoardo Bernkopf