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Massimo Lazzari, cervicalgia , problemi respiratori , fullness (tappamento) auricolare.

Massimo Lazzari, cervicalgia , problemi respiratori , fullness (tappamento) auricolare.

Massimo Lazzari, cervicalgia , problemi respiratori , fullness (tappamento) auricolare.

 

Da circa otto anni soffrivo di quotidiani e crescenti dolori cervicali che mi costringevano a ricorrere alla fisioterapia e respiravo malamente da quattordici anni con tanto di intervento chirurgico al setto nasale dodici anni fa.  L’esito si era però rivelato parziale dato che era stato risolto soltanto il problema del sibilo respiratorio ma non del naso chiuso. Le visite successive con due diversi otorini avevano confermato che l’operazione era stata eseguita correttamente ma nonostante ciò a sera respiravo male e l’unica soluzione consisteva in quotidiani lavaggi nasali con acqua e sale. La notte russavo.

Da metà dicembre 2016 ho poi iniziato a soffrire di un discreto acufene all’orecchio sinistro con contorno di sensazione di orecchie “ovattate”, tanto da causarmi anche grandi problemi a sostenere conversazioni in presenza di brusio in sottofondo. Avevo già notato un leggerissimo ronzio notturno all’orecchio da circa otto mesi ma non ci avevo fatto caso perché trascurabile, adesso purtroppo era divenuto fastidiosissimo e udibile anche in presenza di voci o suoni.

Mi sono perciò fatto rivisitare dai due otorinolaringoiatri ed entrambi hanno rilevato un leggero calo uditivo all’orecchio sinistro (alla frequenza dell’acufene) ma entrambi hanno minimizzato la mia affermazione di avere le orecchie ovattate perché non confermato dal timpanogramma.

Comunque e per fortuna, il secondo, il Dr Stefano Correale,  mi ha consigliato di chiedere un consulto al Dr. Edoardo Bernkopf : così ho prenotato una visita a metà gennaio 2017.

Oggetto dell’appuntamento iniziale erano l’acufene e le orecchie tappate, ma durante la visita sono venuto a sapere che anche gli altri miei due sintomi ( difficoltà respiratoria e  cervicalgia) potevano essere  collegati a questi, il tutto potenzialmente sostenuto dalla malocclusione dentaria. Ho quindi accettato di provare per quattro mesi un bite costruitomi il giorno stesso della prima visita.

Ho avvertito quasi subito di respirare molto meglio, tanto che la sera stessa non ho avuto bisogno di eseguire il consueto lavaggio nasale, e neppure le successive:  ora respiro benissimo e la notte non russo più. Le orecchie si sono sbloccate definitivamente dopo due settimane, anche in questo caso stabilmente.

Per quanto riguarda i dolori cervicali il bite ha cominciato ad agire dopo alcuni giorni ma a corrente alternata, i miglioramenti si sono stabilizzati dopo un paio di mesi. Alla fine del trattamento con il bite il dolore cervicale si è ridotto del 70-80% tanto che ho poi deciso per il trattamento ortodontico vero e proprio (due anni) che ha ridotto ulteriormente il dolore. Ora è rimasto un residuo 10% che mantengo smorzato con fisioterapia a giorni alterni: soffro infatti anche di una discreta artrosi cervicale e probabilmente questo è il miglioramento massimo possibile ottenibile con questi mezzi non invasivi.

L’acufene invece è rimasto più o meno stabile, ma questo mi era stato prognosticato essere l’esito più probabile fin dall’inizio.

Riflettendo sul mio caso, mi considero fortunato ad avere alla fine conosciuto il dott. Bernkopf che ha individuato la malocclusione come origine dei miei problemi. Non posso però esimermi da biasimare quanto poca conoscenza e scetticismo via sia, anche da parte di personale medico/fisioterapico, riguardo a tutte le conseguenze cui una dentatura inadeguata può portare: la masticazione dovrebbe essere la prima questione da porsi in questi casi, perché mi pare abbastanza ovvio che se le arcate dentarie chiudono in maniera irregolare, anche le articolazioni del collo ne risentono.

Non posso perciò che reiterare la mia gratitudine al dottore per avermi fatto uscire da questo cocktail di sintomi, che da anni avvelenavano la mia vita quotidiana.

Ringrazio anche il Dr Correale di aver individuato il problema e di avermi consigliato di consultare il Dr. Bernkopf: il suo consiglio vale quanto il risultato ottenuto con il trattamento, perché senza quel consiglio non avrei trovato la soluzione.

 

Confermo che la relazione sopra riportata descrive esattamente la mia storia clinica, e ne autorizzo la pubblicazione , in testo e in immagini, a fini divulgativi e scientifici anche via internet, in deroga consapevole alle disposizioni vigenti in tema di privacy.

Massimo Lazzari, Vicenza.  E-mail: bluestar66678@gmail.com

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Giorgio Ceolato