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Il bambino con adeno-tonsilliti e malattie respiratorie ricorrenti, come anche l’adulto con rinosinusiti croniche, sono assai spesso caratterizzati da un atteggiamento respiratorio di tipo orale. Si è soliti inquadrare il problema della respirazione orale come l’effetto delle ipertrofie adeno – tonsillari e delle rinosinusiti che ostruiscono le vie aeree nasali. E’ invece nostra convinzione che alcuni quadri disortodontici possano in molti casi indurre primariamente l’instaurarsi della respirazione orale, e che quest’ultima secondariamente finisca per favorire le ipertrofie adeno tonsillari e le rinosinusiti , impedendo la corretta ventilazione del naso. Quando il bambino respira con la bocca, infatti, una considerevole quota di aria inspirata salta il fisiologico filtro costituito dall’epitelio nasale ciliato e investe, non preriscaldata nelle fosse nasali e nei seni, il tessuto adeno-tonsillare. L’ipertrofia di quest’ultimo, che ne consegue, finisce per aggravare il mancato utilizzo della via nasale fino ad escluderla (anche a causa del ristagno di essudato dovuto alla mancata ventilazione),favorendo l’infiammazione e le infezioni e instaurando così un circolo vizioso. La mancata filtrazione nasale comporta l’irritazione della faringe e della laringe, e quindi l’instaurarsi di una tosse cronica, in particolare notturna. Per lo stesso motivo vengono favorite le bronchiti croniche, così dette ” fisiche”. Considerando le più comuni malocclusioni, da un lato il morso aperto (denti che non combaciano nella zona frontale, Fig 1-c-1-2), quasi sempre legato all’abitudine al succhiamento del dito e all’uso del succhiotto o all’ interposizione della lingua durante la deglutizione, appare intuitivamente coinvolto in una respirazione di tipo orale.

Fig. 1-c-1-2 Malocclusione con morso aperto

Più subdolo, ma altrettanto significativo, è il quadro occlusale di morso profondo (Fig. 5), caratterizzato dalla eccessiva ‘copertura’ dei denti incisivi inferiori ad opera di quelli superiori, che possono giungere e toccare nei casi più gravi le stesse gengive marginali inferiori,

Fig. 1-c-2: Morso Profondo in una dentatura decidua

Si noti la totale copertura dei denti frontali inferiori da parte dei superiori. e soprattutto quello di morso “retruso”, in cui la mandibola si pone più indietro rispetto alla mandibola. Nella patogenesi della respirazione orale, il ruolo di questi quadro disortodontici, che spesso coesistono, è di più difficile comprensione, giacchè l’atteggiamento respiratorio orale risulta mascherato. Il fatto che le arcate dentarie serrino eccessivamente e che la mandibola sia retrusa, diminuendo la dimensione della bocca sia nella componente verticale (cioè la distanza tra le basi ossee mascellare e mandibolare) che in quella sagittale, comporta la perdita di una certa parte del volume endoorale a disposizione della lingua. A causa del minor spazio a sua disposizione (dovuto appunto al morso profondo), la lingua, impedita dal muro dentale e dall’atteggiamento contratto delle labbra a trovare spazio in avanti e ai lati , non può che riguadagnarlo in alto o all’indietro. In alto la continua spinta linguale sulla sutura palatina mediana genera facilmente un palato ogivale, con l’invasione delle sovrastanti cavità nasali ed il restringimento anche con questo meccanismo della via aerea nasale, per diminuzione del suo sviluppo verticale. E’ probabilmente la spinta verso l’alto che genera gli sgradevoli profili con naso aquilino, giacchè la spinta sulla sutura palatina mediana si trasmette al vomere e alla lamina perpendicolare dell’etmoide fino alla sutura delle ossa nasali. Se la sutura nasale mediana non cede deformandosi, sarà invece il setto nasale ad assorbire le spinte verso l’alto e sarà portato a curvarsi e a deviare. In molti casi i due aspetti si sommano, (grande naso aquilino e setto deviato) e paradossalmente il paziente, a fronte di un naso esuberante, ne lamenta la scarsa funzionalità ai fini respiratori. La spinta linguale si esercita però sopratutto all’indietro, dove i tessuti molli offrono minore resistenza. In presenza di tonsille blandamente ipertrofiche e di per sè non ostruttive, la lingua finisce per spingerle all’indietro rendendole ostruttive di fatto. (vedi Fig.1-e-2) Ciò trae in inganno lo specialista otorinolaringoiatra, che nell’esaminare il retrobocca non può che farlo a bocca aperta (quando cioè il ruolo perverso della lingua e del morso profondo non appaiono) e finisce per giudicare non ostruenti adenoidi effettivamente poco ingrossate, ma che diventano ostruttive di fatto per l’azione sfavorevole della retrusione della mandibola.

Vai a casi significativi:

– 26-1-a-1 Malattie respiratorie, Otiti, adenotonsiliti ricorrenti, tosse, anosmia. Alberto Baldassin

– 26-1-a-3 Otiti, Rinosinusiti, Russare notturno: Anna Pedrocchi

Per saperne di più:

18- Bernkopf E. Broia V. Bertarini A.M. Malocclusioni e patologie respiratorie ostruttive. Rivista Italiana di Stomatologia N. 10 Anno LXIII -Ottobre 1994 , 501-9.

38- Bernkopf E. Broia V. Bertarini A.M. Polcino P. La respirazione orale e il ruolo della malocclusione. Medico e Bambino 2, 2002, 107-112.