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Le cause più frequenti dell’alitosi sono considerate la sinusite, la tonsillite, i problemi dentari. La letteratura sostanzialmente conferma. Ma allora, che problema c’è? Esiste un pediatra o un medico che non sanno gestire una sinusite o una tonsillite, oppure un dentista che non sa curare le carie? Evidentemente questa visione del problema, pur corretta, non è sufficiente a risolverlo, anche alla luce del fatto che molte mamme lo riferiscono in bambini sani e senza carie. Il problema non va ricercato in rare patologie specialistiche di nicchia, ma solo inquadrato diversamente. L’alitosi occasionale non costituisce un problema come non lo sono, se occasionali, l’Otite, la parotite (o parotidite), la rinosinusite, la tonsillite, la tosse: lo diventano se il problema ricorre, e diventa  Otite Media Acuta Ricorrenteparotite o (parotidite) ricorrente, ostruzione nasale cronica, tonsillite e  tosse croniche. Così accade se l’alitosi, in sé banale, è quotidiana.

Come per le altre patologie sopra menzionate refrattarie al trattamento, la soluzione può stare in bocca. Al Dentista, però , non va chiesto (solo) di curare la carie, ma di sincerarsi dell’esistenza di uno schema di respirazione orale primaria (ROP) e di una malocclusione , che possono intervenire come concausa di molti quadri patologici considerati causa di alitosi, e soprattutto della loro ricorrenza e cronicizzazione pur in presenza di ottime cure di ottimi medici. Nella patogenesi della rinosinusite cronica é da tutti accettato il ruolo dei “disturbi di ventilazione”. Fra questi talvolta si trascura l’ipotesi puramente disfunzionale, cioè la presenza di uno schema respiratorio orale anziché nasale, specie di notte quando la vigilanza individuale cade. In pratica lo schema interpretativo abituale é: il naso é chiuso, quindi il paziente é costretto alla respirazione orale. Terapia: apriamo il naso (mucolitici, cortisonici, adenoidectomia ecc.). Esiste però anche la possibilità che il paziente abbia acquisito primariamente per vari motivi uno schema respiratorio orale. In pratica è possibile che tenga abitualmente la bocca aperta, ma non perché il naso é chiuso. In questi casi l’aria inspirata, potendo scegliere due vie di ingresso, per un principio di meccanica dei fluidi preferisce il transito a minori resistenze, cioé quello attraverso a bocca. Questo, oltre a facilitare con il salto dei filtri nasali varie patologie della gola, esclude la ventilazione nasale, e configura il “disturbo di ventilazione” da tutti accettato come importante elemento patogenetico delle rinosinusiti croniche. In questi casi, quindi, il naso si ammala secondariamente alla respirazione orale, perché a causa di quest’ultima non viene ventilato. Il bambino non apre la bocca perché il naso è chiuso, ma gli si tappa spesso il naso perché la bocca è aperta. Inoltre, quando si respira con la bocca anziché con il naso, una considerevole quota di aria inspirata salta il fisiologico filtro costituito dall’epitelio nasale ciliato e , senza essere preriscaldata umidificata e filtrata nelle fosse nasali e nei seni paranasali, investe la gola, irritandola cronicamente, dapprima con meccanismo fisico, ma successivamente anche i batteri (anche quelli responsabili dell’alitosi) sono facilitati ad entrare e ad insediarsi in maniera cronica o ricorrente in bocca e nelle vie respiratorie. Il respiro orale genera la secchezza della bocca, eliminando il ruolo difensivo e “detergente” della saliva, il che favorisce l’alitosi. Nei questionari proposti per l’Apnea Ostruttiva nel Sonno (OSAS) si prende sempre in considerazione la conseguente presenza di alitosi, e l’OSAS è spesso collegata all’ostruzione nasale e all’ipertrofia adenotonsilare. La soluzione dell’OSAS, possibile anche con l’applicazione di apparecchi intraolrali, si accompagna solitamente alla risoluzione del problema Alitosi. Non è chiaro se il Reflusso Gastro Esofageo (GER) può essere causa dell’alitosi. A volte però il GER è secondario all’apnea ostruttiva, per la depressione inspiratoria che si genera nelle vie aeree e che, a seguito dell’ostruzione a livello faringeo, si trasmette nell’esofago e nello stomaco. Se non è secondaria al GER, in questi casi l’alitosi può essere secondaria all’OSAS e/o alle problematiche respiratorie connesse.

Vai all’articolo su Medicitalia:  http://www.medicitalia.it/minforma/Gnatologia-clinica/1484/Alitosi

Per saperne di più: 37- Villa MP, Bernkopf E * , Pagani J, Broia V* , Montesano M, B Paggi, Ronchetti R Randomized controlledstudy of an oral jaw positioning appliance for the treatment of obstructive sleep apnea in children with malocclusion .*Consultant orthodontist Am. J. Respir. Crit. Care Med., Volume 165, Number 1, January 2002, 123-127 (Impact factor 04,705) 38- Bernkopf E. Broia V. Bertarini A.M. Polcino P. La respirazione orale e il ruolo della malocclusione. Medico e Bambino 2, 2002, 107-112. 39- Bernkopf E. Rossi F.P. Macrì F. Broia V. Reflusso Gastro Esofageo e malocclusione dentale. Il Medico Pediatra, 2002 Vol.11,4 Agosto, 286-7 49) Bernkopf E. Macrì F. “Malocclusione dentale, respirazione orale e Tosse Cronica” Il Medico Pediatra N° 5 – 2005, 125-37